giovedì, 02 luglio 2009

L'Italia è una repubblica fondata sulle leggi ad personam e ad pisellum.

Una volta, tanti, tanti anni fa, sotto i fumi dell’alcol dissi una frase non proprio degna di Padre Pio a una ragazza: mi presi uno schiaffo che mi fece girare la testa a trecentosessanta gradi e mi lasciò impresso a fuoco il segno delle cinque dita sulla faccia.

Giustissimo!

 

Ma nulla è ciò che affermai in forte stato di alterazione etilica da festa di compleanno, in confronto alla quotidiana mortificazione e mercificazione perpetrata nei confronti di TUTTE le donne, dal Porco….

 

La cosa più scioccante è che dalle donne non siano arrivate reazioni forti, civili manifestazioni in piazza per prendere le distanze da un maiale, un rimbambito, un infante ultrasettantenne cosparso di trucco come un clown, malato di narcisismo, che gioca con le sue bambine a finti matrimoni, tra urletti e gridolini…

 

Che alle bimbe mette le mani in culo, nelle tette, poi le tiene sulle ginocchia..

Con le bimbe canta al karaoke.

E sempre per loro,  ingurgita Viagra in quantità industriale per farsi succhiare il fringuello in cambio di comparsate televisive o candidature politiche…

 

Donne, dove siete?

 

Perché non vi ribellate?

Perché non vi unite e marciate per urlare che non tollerate di essere considerate come la più squallida delle puttane?

Pensate davvero che se non fosse per il forte potere che l’innominabile detiene, qualcuna di quelle ragazzine lo avrebbe minimamente considerato?

 

Voi, donne, incarnate ciascuna di quelle oche starnazzanti, eh si…

Perché quella è la concezione che il Porco ha di TUTTE LE DONNE…

La esplicita quotidianamente, ad ogni uscita ufficiale e non.

 

Allora, cosa dobbiamo pensare?

Che il silenzio celi il masochismo di godere nel farsela mettere in culo alla stessa stregua di una bambola gonfiabile?

Che valga sempre il detto che è meglio essere umiliate dagli stronzi?

 

Magari da quella categoria di stronzi che tenete in casa, che cullate amorevolmente, e che non lascereste mai perché, in fondo, fuori dall’inferno delle mura domestiche il vostro orco è considerato un brav’uomo?

 

Sapete cosa significa essere rispettate e apprezzate per quello che possedete aldilà della patata, del culo e delle tette?

Fino a quando non dimostrerete il contrario, delegittimando civilmente la cima della piramide dell’arroganza, ci riserviamo di pensare: NO, NON LO SAPETE!!

 

E, non venite a dire che è gossip…

No… in questa Italietta di merda, non c’è più distinzione tra pubblico e privato..

Tutto è ad personam e ad pisellum.

L'impronta di Loreanne verso le 19:42 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: cultura, politica, societa

domenica, 28 giugno 2009

Se un servizio è profumatamente pagato, deve funzionare: segnalateci le vostre odissee adsl!!

L’adsl, una manna dal cielo, rispetto alle vecchie connessioni analogiche che viaggiano alla velocità lumaca di 56K…
Finché la linea digitale funziona, tutto va bene.

Ma se, per un motivo o per l’altro, accade un disservizio il ripristino della connessione veloce può diventare un incubo.
Ovvero, quando la linea improvvisamente sparisce!

A volte ritorna da sola, dopo ore, o magari un giorno.
Intanto, ovviamente, voi poveri Cristi-clienti,  avrete già fatto partire una segnalazione di guasto all’indirizzo del gestore telefonico.

Tutto risolto in un breve lasso di tempo?

Non sempre…
E già, si può verificare un’altra anomalia che prima vi illuderà, poi vi scioccherà, perché non riuscirete a farvene una ragione, e, alla fine, vi innervosirà…..


Quindi, l’apertura di una nuova procedura di guasto.
Non più per assenza di linea, ma….

Alla fine, chi vi risarcirà delle telefonate a vuoto al call center, delle connessioni alternative e della furia accumulata che vi ha fatto salire il colesterolo a diecimila??
NESSUNO..!


E’ capitato anche a te?

RACCONTACI LA TUA ADSL-ODISSEA….

 

Ma non sulle pagine di El Giramundo Blog…

Lascia la tua testimonianza nel forum di:  

 

clicca qua à www.youandus.it

L'impronta di Loreanne verso le 14:46 | Permalink | / (pop-up)
categoria: societa, tecnologie

domenica, 21 giugno 2009

You...& US. Youandus....

Con grande piacere, a voi due o tre che non lo conoscete, vogliamo raccontare e segnalare un portale.

Si tratta di www.youandus.it  (trovate il banner nella colonna a destra in alto), uno dei siti più importanti in Italia, al quale siamo legatissimi.

Un progetto in continua crescita ed espansione, curato con professionalità, impegno e amore.

 

Gli ingredienti indispensabili, per coltivare, pagina dopo pagina, ciò in cui si crede e conquistarsi, oltre alla stima, anche la simpatia e l’affetto degli iscritti e dei lettori.

 

Validissimi i forum, le recensioni, i contenuti…

 

Il sito è in continuo aggiornamento, ma non vi sveliamo nulla, per non rubarvi la curiosità di andarlo a visitare personalmente…

 

Oggi è ufficialmente iniziata l’estate, e, oltre all’impegno sociale (la raccolta fondi per le popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo, giusto per fare un esempio), e le varie tematiche trattate nelle aree di discussione, c’è anche spazio per qualche idea più sbarazzina che ben si concilia con i mesi caldi…

 

 

Tra le iniziative simpatiche per coinvolgere i lettori, il gioco “Trova il brano da tramandare ai posteri…ori”

 

“Non ce ne voglia il Gruppo Itali-Ano, chiamato inconsapevolmente in causa per questo gioco di parole, ma l’estate si sa, è la stagione dei tormentoni che stimolano l’intestino.
Ne vogliamo ricordare qualcuno con voi (cliccando sopra il titolo vi apparirà il video: auguri!!!), invitandovi a contribuire con graditissimi e preziosissimi suggerimenti a creare
la galleria degli indimenticabili di You...& Us !

Continua QUA

Partecipate numerosi…anche noi ci sbizzarriremo!!! (El Giramundo Blog è iscritto a YOU…& US!)

L'impronta di Loreanne verso le 19:46 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: musica, recensioni, cultura, societa

giovedì, 18 giugno 2009

C'era una volta...

C’era una volta…

 

C’era una volta un bimbo di nome Giovanni. Era poverissimo. Crescendo seppe di avere un discreto conto in banca che gli consentì di sposarsi e mettere su famiglia..

Nacquero tanti figli..

Un giorno, per un banale incidente domestico, mentre i bambini giocavano con la colla, accadde l’imprevedibile:

rimasero tutti attaccati.

Con loro anche il papà e la mamma, che, inutilmente, avevano tentato di rimediare..

 

Dovettero vivere così, anni e anni, incollati, senza soluzione di continuità..

Si adattarono e unirono i letti, per poter dormire più comodamente..

Ogni notte, prima di accomiatarsi dalla giornata appena conclusa si dicevano l’un l’altro:

 

“Io sono contento di stare sotto di te… Io sto bene sopra di te, e così via..”

 

Una enorme, indissolubile palla composta da una famiglia numerosa…

 

 

Ora la morale: è bellissima.

 

Nessuno è un peso se allevia e regala all’altro il sorriso con il proprio esserci.

Anche e soprattutto nelle circostanze, apparentemente, meno comode e agevoli.

 

Per noi adulti, una simile storia può essere inizialmente quasi fonte di ilarità…

In seconda battuta, riflettendoci, è una immensa lezione di amore..

 

Io l’ho compreso, quando, la piccola narratrice, obiettava al mio affascinato incalzare di domande quali:

 

“Ma, non hanno chiamato qualcuno in aiuto affinché potessero essere separati?”

“Ma… volendo sarebbero potuti uscire di casa con qualche artifizio e farsi soccorrere..”

 

Sapete cosa mi ha risposto?

“Nooo, loro stavano bene così!!!”

 

Per accontentarmi, quasi, alla fine trova un lieto fine apposito per consolare il mio stupore:

“Un giorno sono arrivati i nonni con le forbici e li hanno liberati”.

 

 

A questa bimba meravigliosa, dolce e di rara sagacia, voglio dedicare questo pensiero.

Un bacio. Con tutto il cuore.

Enzo.

 

Amore che unisce
L'impronta di Loreanne verso le 19:53 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: societa, pace

lunedì, 15 giugno 2009

Quel poligono non s'ha da fare: passerete sui nostri corpi. Così 40 anni fa, Pratobello vinse la sua pacifica battaglia...

Pratobello, quarant’anni dopo.

 

Orgosolo ricorda una delle pagine più significative del proprio passato “resistenziale” e celebra, a partire da venerdì prossimo e per tre giorni sino a domenica 21, l’anniversario della protesta che, nel giugno 1969, vide in campo l’intero paese contro il progetto di un poligono militare nella piana di Pratobello, al confine con i territori di Mamoiada e Fonni.

 

 Erano anni caldi, quelli a cavallo tra i Sessanta e i Settanta, e non solo sul fronte della contestazione giovanile che pure Orgosolo visse, in straordinaria contemporaneità con quanto accadeva nelle grandi capitali europee, attraverso l’esperienza dei circoli culturali, veri animatori della rivolta e strumenti attivi di ciò che all’epoca si chiamava controinformazione.

 

La militarizzazione del territorio attraverso il poligono fu un chiaro segnale di “messa in sicurezza” del paese, una decisione del governo incurante dei danni che avrebbe potuto provocare alla voce principale dell’economia del paese, il lavoro dei pastori.

 

Uomini, donne e bambini invasero pacificamente quelle campagne, diedero vita a sit-in e impedirono l’accesso dell’esercito.

 

Uomini come Battista Zoeddu, l’anziano che si sdraiò davanti al muso di una camionetta e non si spostò di un millimetro, diventando il simbolo di quella sfida allo Stato.

 

Emilio Lussu, già ritiratosi dalla vita politica, disse: «Se fossi in condizioni di salute differenti sarei in mezzo a loro».

 

Alla fine, sull’onda del clamore anche nazionale che la protesta suscitò, il governo fece marcia indietro e il poligono non si fece più.  Ora, quarant’anni dopo, quelle giornate vengono celebrate su iniziativa del Comune di Orgosolo ma in particolare di un comitato spontaneo composto per lo più da giovani che ai tempi di Pratobello non erano neppure nati.

 

A  Orgosolo si parlerà anche del caso Quirra, forse il più eclatante e simbolico della massiccia presenza militare in Sardegna, all’indice anche per i danni alla salute pubblica e in particolare l’insorgenza di tumori che sembrano strettamente collegati con le esercitazioni di guerra.  

 

Ma Orgosolo è soprattutto il paese dei murales, che dell’esperienza politica nata proprio negli anni successivi a Pratobello conservano il carattere di rivendicazione sociale.

 

E sabato appuntamento nella piana di Pratobello, come quarant’anni fa.

 

I MURALES:

Francesco Del Casino è l’autore di buona parte delle centinaia di pitture che affrescano le facciate dei muri di Orgosolo. Le stesse pitture che richiamano migliaia di visitatori nel paese, circa ottantamila presenze turistiche annue.

Era un insegnante di materie artistiche in cerca di lavoro, quando da Siena arrivò nella cittadina barbaricina.

<<L’inizio non fu facile, anche per via della lingua. Allora tutti, anche molti ragazzi a scuola, parlavano in sardo. Ma non ci volle molto per ambientarmi>>, ha raccontato Del Casino.

Il primo murale fu realizzato nel 1975.

Erano anni di impegno politico:no al progetto Generalpiani, no al parco del Gennargentu e no alla creazione di un poligono militare a Pratobello.

Quel primo murale ufficiale era il risultato di una esperienza multidisciplinare didattica sui valori della Resistenza: <<Si avvicinava il ventennale del 25 aprile, allora l’antifascismo era molto sentito, così io e alcuni insegnanti decidemmo di mettere insieme idee e energie e coinvolgere i ragazzi della scuola media>>, ha ricordato l’artista.

Cominciò così quella stagione culturale che ha cambiato il volto al paese della Barbagia.

Da allora, Del Casino ha realizzato almeno 150 murales.

I temi cambiavano: dall’antifascismo alle lotte dei pastori, all’opposizione al miraggio industriale alla repressione dello stato.

L'impronta di Loreanne verso le 20:45 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: cultura, politica, ambiente, societa, arte, pace, sardegna

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Utente: Loreanne
"Il cielo della notte è un deserto.
Un deserto di lampade
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